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IL BILANCIO DEL COMUNE

Il bilancio del comune potrebbe essere paragonato a quello di una famiglia, con una differenza non di poco conto.
Le spese che una famiglia deve affrontare sono principalmente di due tipi: quelle ricorrenti o di tutti i giorni, indispensabili per mangiare, vestirsi, riscaldarsi, pagare l’affitto della casa o fare le manutenzioni se la casa è di proprietà, pagare le rate di eventuali mutui, ecc., e quelle “straordinarie”, cioè quelle che non capitano tutti gli anni e che in genere si fanno solo se le finanze della famiglia lo permettono, come comprare l’automobile, la casa,  ecc.. Vi sono, poi, spese che si possono fare tutti i giorni o tutti gli anni se il reddito della famiglia lo permette, come divertimenti, ristorante, vacanze, ecc.
Le spese indispensabili sono generalmente rigide, nel senso che è quasi impossibile comprimerle, senza subire disagi gravi. Le seconde possono essere rinviate e riprogrammate, se il bilancio familiare non le permette, e sono, in genere, stimolo al risparmio per poterle sostenere. Le ultime potrebbero essere definite “voluttuarie” e quindi rinunciabili, tenuto conto del tenore di vita di ciascuno.
Quindi, in una famiglia, se i soldi non bastano, le alternative sono: lavorare di più per aumentare i guadagni o rinunciare alle spese “straordinarie” e “voluttuarie”. Vendere parte del patrimonio o indebitarsi sono soluzioni possibili, ma non definitive in relazione al ricavo “una tantum” che dà la prima e per i rischi di peggiorare la situazione che comporta la seconda.
Anche il Comune deve programmare le spese del suo bilancio in base alle entrate di cui dispone. Anche il Comune deve sostenere spese obbligatorie per il proprio funzionamento e per gestire i servizi che eroga alla popolazione  e che si chiamano “spese correnti”. Le spese straordinarie per il Comune si chiamano “di investimento o in c/capitale” e sono costituite dalla realizzazione e manutenzione straordinaria di opere, dall’acquisto di beni di lunga durata, ecc. Se, poi, per effettuare le spese di investimento il Comune assume dei mutui (non può assumerli per finanziare le spese correnti), deve provvedere annualmente alla restituzione delle rate di ammortamento ed al pagamento degli interessi. Le spese voluttuarie del Comune una volta si chiamavano “facoltative”, nel senso che non vi è obbligo alcuno di sostenerle e dovrebbero, quindi, essere le prime a subire riduzioni o soppressioni in caso di necessità (feste, manifestazioni, alcuni tipi di contributi e di spese di rappresentanza, ecc.).
La grande differenza tra la famiglia e il Comune sta nelle possibilità di finanziamento. Anche il Comune può vendere beni del patrimonio e indebitarsi, ma, come la famiglia, risolve una necessità occasionale o aumenta la propria spesa corrente con l’ammortamento dei mutui. Se i soldi non bastano, però, a differenza del privato che deve rimboccarsi le maniche, il Comune ha a sua disposizione la leva tributaria e tariffaria: cioè aumenta il prelievo a carico dei propri cittadini.. E il prelievo fiscale su chi grava di più? Su chi cerca di lavorare di più (non in nero, naturalmente!).
Ecco, quindi, l’importanza di amministrare bene le finanze del Comune, cercando di dare tutti i servizi necessari con la massima qualità, ma con il costo più contenuto possibile, curando l’organizzazione, valutando le convenienze ed evitando gli sprechi, al fine di gravare il meno possibile sul borsellino dei cittadini.

Dopo questo semplice paragone, che si spera possa aver dato un’idea della natura e della sostanza del bilancio a chi non ama occuparsi di cose contabili, cerchiamo di esporre alcune informazioni tecniche per chi desidera leggere e capire il bilancio del Comune.
Le imprese private che vogliono fare previsioni sulla loro gestione redigono il “budjet”, il Comune, che deve obbligatoriamente farle ed approvarle prima dell’inizio di ogni anno, predispone il “bilancio” o più precisamente il “bilancio di previsione”.
Quello che, a fine anno, per i privati è il bilancio d’esercizio, per il Comune è il “rendiconto”.
Fatte queste premesse, bisogna sapere che le previsioni del Comune non si limitano all’esercizio di competenza, ma devono riguardare un triennio, salvo ogni anno riprendere le previsioni del biennio rimanente ed aggiornarle, inserendo un ulteriore esercizio. Oltre al bilancio, fatto per lo più di numeri, deve essere predisposta, per lo stesso periodo di riferimento, la Relazione previsionale e programmatica (R:P:P:), nella quale si associano alle cifre le spiegazioni delle attività alle quali esse si riferiscono e si indicano i bisogni che si intendono soddisfare, le risorse da impiegare, gli obiettivi da conseguire.
Avete già sentito citare le “spese correnti” e le “spese di investimento” (dette in linguaggio tecnico “spese in contocapitale”). Ci sono, poi, le spese per il rimborso dei prestiti, qualora il Comune abbia acceso dei mutui e debba, perciò, provvedere alla loro restituzione attraverso le rate di ammortamento. Infine ci sono spese che si compensano con corrispondenti entrate e che costituiscono “partite di giro” cioè servizi per conto di terzi, da questi rimborsati.
Le spese sono finanziate dalle entrate  ed entrate e spese devono pareggiare tra loro, mantenendo l’equilibrio della previsione durante tutto l’esercizio. Durante la gestione, comunque, le spese che effettivamente si autorizzano non possono essere superiori alle entrate che effettivamente si possono accertare.

Le entrate si suddividono in
- Entrate tributarie (imposte, tasse, altri tributi).
- Contributi e trasferimenti dallo Stato,dalla Regione e da altri enti pubblici (soprattutto finanziamenti regionali, statali e del B.I.M.)
- Entrate extratributarie (proventi dei servizi pubblici, quali diritti, corrispettivi per la mensa, il trasporto, il servizio idrico integrato, i fitti e gli interessi attivi, ecc.).
- Entrate derivanti da alienazioni, da trasferimenti in c/ capitale e da riscossione di crediti (per lo più oneri su concessioni edilizie, finanziamenti regionali e, quando capita, vendita di beni mobili ed immobili di proprietà comunale).
- Entrate da accensione di prestiti (rispecchiano il capitale dei muti che vengono assunti).
- Nel primo anno del bilancio di previsione può essere iscritto, soprattutto a finanziamento di investimenti e, comunque, di spese non ripetibili, l’avanzo di amministrazione che si prevede di registrare al 31 dicembre dell’anno precedente. Alcune entrate (trasferimenti in c/ capitale e accensione di prestiti) possono essere utilizzate, in genere, solo per investimenti.

Le spese correnti, invece, possono essere finanziate, salvo poche e specifiche eccezioni, solo con le entrate tributarie, i trasferimenti correnti e le entrate extratributarie:ecco perché non tenere sotto controllo la spesa corrente può voler dire dover aumentare le imposte e le tasse e/o le tariffe dei servizi al cittadino.
Prima o contestualmente alla predisposizione del bilancio, devono essere, infatti, approvate le tariffe dei servizi e le aliquote e le tariffe delle imposte e delle tasse.